Maria, icona dei volti delle donne di ogni tempo

by Administrator 31. dicembre 2015 11:01

...Maria  opera  una  mediazione  nella valorizzazione  del  femminile  di  fronte  al  Cristo.    

...Le  critiche  serrate  che  un  certo femminismo radicale, ma anche moderato, ha rivolto alla Bibbia nel suo insieme, ma soprattutto a Paolo ed agli scritti suoi e della sua tradizione, accusati come incubatori di misoginia cristiana, nonché i rimproveri alla figura di Maria ed al ruolo da lei svolto nei Vangeli canonici e nella prima Chiesa, come probabile motivo cementatore delle strutture patriarcali oppressive delle donne, sono il frutto di prospettive ermeneutiche parziali, che assolutizzavano ora la lettera del testo, ora il mondo del soggetto davanti al  testo  sacro. Chi  infatti,  alla  ricerca  della  funzione  assegnata  al  femminile  nell’orizzonte cristologico  e  marianologico,  isolasse  le  pretese  cose  oggettive  del  testo  sacro, dimenticando che quel grande codice funziona chiedendo al lettore una disponibilità ed una sintonia tali da permettere «di aprire davvero gli occhi per vedere e le orecchie per ascoltare», si lascerebbe sfuggire malamente il senso del tutto presente nelle parti. Dunque perderebbe di vista non soltanto l’esatto ruolo delle dimensioni sponsale e materno di Maria, ma anche il messaggio nel suo complesso, centrato sulle azioni e parole di salvezza compiute dal Figlio di lei, per mezzo di lei e a vantaggio di lei e del corpo mistico di Cristo. Peraltro, le “cose”, i “fatti” ed i “detti” di quel peculiare testo non valgono soltanto tunc, ovvero per il suo autore nel passato, ma sono sempre in movimento ex  tunc  verso  il  nunc  del  lettore,  a  cui  intendono  parlare,  soprattutto interpellarlo via via che egli le legge e rilegge, le predica e le propone. Anche quando si correla il volto della Madre con quello del Figlio nei suoi riverberi sulla dimensione sponsale e materna di ogni donna, non si dovrebbe, perciò, mai isolare un singolo testo, o tema teologico, magari marchiandolo, com’è avvenuto in certe teologie del femminile, dell’infamia della misoginia, del maschilismo, o della teorizzazione di una struttura  patriarcale  di  subordinazione  della  donna,  fino  a  coinvolgere  nell’accusa l’intera  Bibbia  circa  la  quale,  nell’ottica  criticata,  si  è  talvolta  affermato  che  essa giungerebbe  addirittura  a  «proclamare  che  la  diffidenza,  il  disprezzo,  l’odio  nei confronti delle donne». Se fondate, siffatte accuse denigrerebbero effettivamente non soltanto le narrazioni circa la Madre di Gesù, ma «tutta la Bibbia» anzi, com’è stato scritto, «la rendono un inservibile ferro vecchio da buttarsi dietro le spalle una volta per sempre».

...Finalmente  negli  ultimi  decenni, si è cominciato a valorizzare nuovamente la figura femminile e sponsale della Madre nel progetto di salvezza operata dal Cristo

(relazione di Giustiniani)

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religione

Africani a Napoli, sia ieri che oggi nel nome di San Gennaro

by Administrator 19. settembre 2015 23:41

IL DENARO, 19/09/15 (di Pasquale Giustiniani)

Una nave sfasciata su cui imbarcare dei chierici e un vescovo dell’Africa del Nord, che fortunosamente riesce ad approdare a Napoli. Non è un racconto ultramoderno di migranti lasciati al largo delle coste da scafisti che speculano sulla fame e la paura degli “altri” pur di lucrare e comunque creando emergenze in tutta l’Europa, al punto che qualche Stato costruisce inutili muri per fermare gli “esrtanei”. Quello della nave sgangherata nel Mediterraneo è uno schema narrativo, che Vittore di Vita utilizza nella sua Historia per parlare di profughi africani in fuga dalla persecuzione di Genserico. Tra gli africani cattolici, perseguitati dai Vandali ariani, c’erano Quodvultdeus e Gaudioso, che nella nostra città svolgeranno un’intensa attività pastorale e culturale. 
Africani a Napoli, sia ieri che oggi. Fortunosamente approdati sulle nostre coste, nel V come nel XXI secolo. Oggi ancora vicini, nella vita  e nella morte, nel nome di San Gennaro, vescovo di Benevento e martire sotto Diocleziano e Massimiano, le cui reliquie furono traslate in città agli inizi del V secolo. Chi, sulla collina di Capodimonte, scende negli ipogei della catacomba inferiore, può ancora ammirare la cripta dei vescovi, ideata da Giovanni I, ma ridefinita da Giovanni il Mediocre. In stretto contatto con la sepoltura di Gennaro, accolto nelle catacombe partenopee in seconda sepoltura (un affresco lo raffigura tra i monti Somma e Vesuvio), si ammirano le immagini di altri personaggi di riguardo, con-sepolti con lui. Tra questi, il grave e ieratico vescovo africano Quodvultdeus, ospite di una città aperta, che non guarda il colore della pelle o la provenienza, ma lo stato di disagio, la persecuzione. 
Ieri come oggi. La festa del 19 settembre (una delle tre che la Chiesa di Napoli riserva al “suo” martire Gennaro) fu stabilita a partire dal 27 gennaio 1586 nel Kalendarium Romanum. I Vescovi campani, intorno al cardinale Sepe nell’imminenza della festa (nel corso della quale è atteso il prodigio del ravvivarsi del sangue), ribadiscono il dovere morale dell’accoglienza dei migranti. Come la città del V secolo, Napoli continua a svolgere un’azione generosa per soccorrere tanti fratelli in fuga, alla ricerca di dignità e di futuro. In misura sempre più numerosa e continua, i migranti bussano alle porte. Il sangue effervescente del martire Gennaro “grida vendetta” al cospetto di Dio anche per il tanto, troppo, sangue umano sepolto nel nostro mare, a motivo dell’indolenza, dell’indifferenza, a volte dal razzismo. Il previsto arrivo di altri tremila non è un segmento delle nuove invasioni barbariche, bensì l’appello a riscoprirsi membra dell’unica famiglia umana. Gennaro, vescovo e martire, illumina (ma anche rende famosa, visita ancora, percorre) la Chiesa che vive a Napoli, canta un’antica testimonianza.  Le famiglie e le parrocchie di Napoli e Campania potrebbero costituire un volano avanzato nel processo d’inclusione sociale e d’integrazione degli “altri”.

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attualità

Francesco di Paola, eremita calabrese e riformatore cattolico

by Administrator 4. agosto 2015 00:10

Locandina Libro S.FRANCESCO di Paola

Un bel saggio di E. Salatino sul “Buono Uomo”

La celebrazione del V centenario della morte di San Francesco di Paola (2 aprile 2007) - il Buono Uomo come l’apostrofò papa Leone X - ha certamente ridestato una grande attenzione degli studiosi verso l’illustre figlio di Calabria, noto non soltanto in Italia ma in tutta l’area europea d’influenza degli Angioini e degli Aragonesi in età moderna. La domenica delle Palme del 1507, che quell’anno ricorreva il 28 marzo, segnò l’inizio dell’ultima settimana della bella vita terrena di Francesco, di cui papa Leone X, che l’aveva conosciuto personalmente, il 7 luglio 1513 approvò il culto prim’ancora che ne venisse riconosciuta la santità (la canonizzazione si svolgerà, sempre sotto il pontificato di Leone X, il I maggio 1519). Le tappe di diffusione della santità di san Francesco post mortem ci sono puntualmente ricordate da Salatino: Clemente XII, il 6 settembre 1738, lo procla¬merà patrono principale del Regno delle Due Sicilie su richiesta del re Carlo VII di Borbone; Pio XII, il 27 marzo 1943, lo riconoscerà patrono delle associazioni preposte alla cura della gente di mare, delle società di navigazione e di tutti i marittimi d’Italia. Infine, San Giovanni XXIII, il 2 giugno 1962, sulla soglia del Vaticano II, lo proclamerà patrono principale della regione Calabria con il breve Lumen Calabriae. Il 24 aprile 1990 San Francesco di Paola sarà infine nominato ambasciatore Unicef per la difesa dei diritti dell’infanzia. In quest’alveo ininterrotto di devozione popolare e di nuova attenzione scientifica, viene, perciò, da p. Salatino progettato questo primo di due annunciati volumi (ce ne informa il Presentatore, p. Giovanni Cozzolino), che si sofferma, per ora, sui due specifici aspetti dell’eremita calabrese e del riformatore cattolico, come ben sintetizza il tiolo del libro. La finalizzazione della ricerca è quella di un “lavoro teologico” (p. 25), esattamente dedicata alla ricostruzione del “vissuto” spirituale ed ascetico del santo paolano (sulla base dei più recenti indirizzi di teologia spirituale, che ricavano, appunto, la dottrina teologica non solamente dagli scritti, ma delle concrete modalità di un popolo o di un asceta di vivere specificamente la santità cristiana) [2].

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appuntamenti

Aisthema, la prima free press europea di ricerca filosofica in ambito cattolico

by Administrator 2. agosto 2015 12:27

COPERTINA VOL.2 AISTHEMA giornale internazionale

E' stato pubblicato e reso disponibile alla lettura libera, il Vol 2 (2015) di Aisthema, la prima rivista internazionale che promuove la ricerca filosofica anche per mezzo della diffusione di testi che pur consacrati a problemi classici o contemporanei sanno comunque guardare oltre i rigidi steccati accademici, alla commistione ed all’ incrocio di saperi, metodologie e linguaggi diversificati, in primis a quello teologico. Aisthema si indirizza a ricercatori, docenti, persone e soggetti interessati a problematiche di natura filosofica e teologica. Pubblica articoli inediti che rispondono a criteri di scientificità, originalità e profondità ed è diffusa, sotto forma di numeri raccolti in volumi, gratuitamente e senza restrizioni in accordo con i principi della Dichiarazione di Berlino: accesso aperto alla conoscenza, massima disseminazione e visibilità sul web per la ricerca scientifica, diffusione pubblica dei risultati delle ricerche. Di essa sono anche previsti numeri monografici; grazie alla collaborazione con l’International Network of the UNESCO Chair in Bioethics un fascicolo annuale sarà dedicato a tematiche afferenti alla Bioetica. Una rivista scientifica dunque che, pur nascendo nel contesto della Universitas, al di là di ogni autoreferenzialismo vuole confrontarsi in franchezza, indipendenza e libertà con nuove forme e con altri “luoghi” di elaborazione teorica, non necessariamente “canonici” ed istituzionali.

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attualità

Francesco non vuole restare spettatore di efferati crimini religiosi

by Administrator 25. luglio 2015 13:59
A suo modo Papa Francesco ha cercato di dare una lettura dei tanti focolai di violenza e guerra che affliggono l'umanità parlando di guerra mondiale a pezzi. Una guerra non dichiarata, ma non meno terribile quella in atto su vari scenari del mondo la cui cifra si riesce a ricomporre solo dopo che fatti terribili, massacri sanguinosi, follie e distruzioni hanno già soffocato le grida dei nostri fratelli perseguitati, bruciati vivi, costretti alla fuga per ragioni confessionali o per semplice appartenenza etnica. Nel corso della storia, l'umanità intera è restata vittima di questo tipo di tragedie ricorrenti, ma Francesco non è disponibile a restare spettatore e non esita ad esporsi a critiche stizzite...

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Carenza di impianti smaltimento rifiuti, si recuperi dagli amministratori inadempienti la multa inflitta dalla Corte di Giustizia Europea

by Administrator 20. luglio 2015 23:46
Logo Corte di Giustizia EuropeaNapoli, cumuli di rifiuti per strada

Corte di giustizia dell’Unione europea, Lussemburgo, 16 luglio 2015

Sentenza nella causa C-653/13: a causa dell’inesatta applicazione della direttiva «rifiuti» in Campania, l’Italia è condannata a pagare una somma forfettaria di EUR 20 milioni ed una penalità di EUR 120 000 per ciascun giorno di ritardo 

Una multa annunciata. Si sarebbe dovuto conoscerne soltanto l’entità, dati gli ormai provati ritardi cronici da parte dello Stato, della Regione Campania, delle Amministrazioni provinciali della regione. Una multa paventata, come avevano all’ultimo momento provato a ricordare i movimenti animati nella Campania felix da don Maurizio Patriciello. Una multa comminata – si badi bene – non alla Regione - bensì allo Stato italiano (che, stando a quanto annuncia il Ministro per l’ambiente vorrebbe, indebitamente, “scaricarla” sulle Regioni inadempienti: si allude, infatti, all’introduzione di un'altra norma a gennaio di quest'anno, per cui le sanzioni che riguardano le regioni sarebbero pagate dalle regioni stesse). 

La multa segue una prima sentenza, inadempiuta, del 2007 (Commissione/Italia: C-135/05, EU:C:2007:250), nella quale la Corte europea di giustizia aveva dichiarato che il nostro Stato era venuto meno, in modo generale e persistente, agli obblighi relativi alla gestione dei rifiuti stabiliti dalle direttive relative ai rifiuti, ai rifiuti pericolosi e alle discariche di rifiuti. Insomma, prim’ancora che i vari livelli di governo regionale, provinciale e comunale, da chiamare ciascuno in causa per la sua competenza, è l’Italia nel suo complesso che risulta non aver ancora adottato tutte le misure necessarie. Certamente esse riguardano anche, ma non solo (si pensi alla provenienza dei rifiuti pericolosi), la Regione Campania.

Per quanto riguarda specificamente la nostra Campania, la multa è a ritenere uno degli esiti continentali, che fanno seguito allo stato di emergenza dichiarato in Campania l’11 febbraio 1994, poi revocato il 31 dicembre 2009, ma senza che evidentemente seguissero tutti gli adempimenti previsti (soprattutto per quanto concerne le discariche). In  ogni suo ragionamento, in risposta a cause introdotte da ricorrenti italiani, la Corte europea di giustizia non fa che ribadire che è sullo Stato ad incombere un obbligo positivo di adottare misure ragionevoli e appropriate a tutela dei diritti delle parti interessate al rispetto della vita privata e familiare e, più in generale, al godimento di un ambiente sano e protetto. Aveva già ritenuto l'incapacità prolungata delle autorità italiane nel garantire il buon funzionamento del servizio di raccolta, trattamento e smaltimento dei rifiuti e, quindi, la violazione del diritto al rispetto della vita privata e familiare.

La multa riguarda particolarmente le discariche, che comportano un degrado dell’ambiente, intrinseco alla presenza di rifiuti in una discarica, a prescindere dalla natura dei rifiuti stessi. Secondo l’Europa, ben 198 discariche (non soltanto campane!) non sono ancora conformi all’articolo 4 della direttiva 75/442 e che, di esse, due non sono conformi neppure agli articoli 8 e 9 di tale direttiva e quattordici non sono conformi neppure all’articolo 2, paragrafo 1, della direttiva 91/689.

Sul piano operativo, poiché le discariche sono soltanto uno dei fattori di quella che, nel 2008, il Presidente della repubblica definì “una tragedia”, occorre verificare se i provvedimenti emessi dal Consiglio Regionale sono stato il frutto di un procedimento decisionale che abbia tenuto in debita considerazione gli interessi degli individui, così da essere conformi alle prescrizioni europee convenzionali. Occorre, inoltre, sulla base delle competenze provinciali e comunali relative a raccolta, smaltimento, riuso e riqualificazione dei rifiuti, verificare la situazione attuale dei rifiuti in Campania, azionando recuperi non sugli organismi di governo genericamente intesi (che sono i contribuenti), ma sui singoli amministratori che si fossero dimostrati inadempienti.

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attualità

Premio letterario Letizia Isaia per autori ed editori

by Administrator 8. luglio 2015 23:45

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XIII Edizione del Concorso Nazionale, Premio Letterario Letizia Isaia 2015 per autori ed editori Italiani, suddiviso nelle sezioni di narrativa, saggistica, poesia, poesia napoletana e poesia Alda Merini per gli under 35. La cerimonia di premiazione, con il Patrocinio della Regione Campania,  si terrà il 26 Ottobre 2015 presso  la sala Benedetto Croce sede della Regione Campania nella Capitale. Per partecipare al Concorso è necessario far pervenire il materiale  entro e non oltre il 31 Luglio 2015, come indicato nel Bando.                                                                                                                                      

Per info:  letizia.isaia@tin.it tel.081 5564532 - cell.366 2489149

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Casti, poveri ed obbedienti nella società ultracontemporanea

by Administrator 1. luglio 2015 10:38
Casti, poveri ed obbedienti, a febbraio 2016 terminerà l'anno che la Chiesa ha dedicato alla Vita Consacrata. Sono trascorsi 50 anni esatti dal Decreto del Vaticano II che riformò la Vita Religiosa. Chi sono gli uomini e le donne che in tempi postmoderni decidono di Consacrare la propria Vita a Dio in una società in cui queste, più che Virtù, sembrano  delle inibizioni, delle castrazioni? Per comprenderli dobbiamo risalire al fenomeno del monachesimo che in oriente come in occidente è stato il primo esempio di soggetti che decidevano di uscire dalla quotidianità per andare a vivere fuori dai centri abitati in raccoglimento contemplativo. Scelte che il Cristianesimo ha portato con sé sin dai primi secoli e che oggi diremmo essere "ritornanti" anche se i numeri in Europa ed in Italia sono sempre più esigui. L'obiettivo dell'anno dedicato alla Vita Consacrata è quello di guardare comunque al futuro con speranza perché nulla è impossibile a Dio nella consapevolezza che Preti e Suore sono sempre più vecchi, sono sempre più inferiori di numero e patiscono sempre più l'emarginazione sociale. Però ancora servono, a patto che restino delle stelle splendenti...

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Quale bellezza salverà il cosmo? AmbientaMente meeting internazionale di bioetica

by Administrator 15. giugno 2015 17:42

logo Istituto italiano di bioeticaQuale bellezza salverà il cosmo? AmbientaMente, IV meeting internazionale di bioetica della biosfera   promosso dall' Istituto Italiano di bioetica - Campania, con il contributo dell'ordine dei medici chirurghi e odontoiatri di Isernia          

                                                                                   
                                                                                                Isernia
 
                                                                                      19 e 20 giugno 2015
 
                                                                                                   (Biblioteca Romano)
 
                                                                                                  programma definitivo    

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Sarà Giubileo della Misericordia, non un invito a pecca fortiter

by Administrator 13. giugno 2015 13:19
Quello che inizierà il prossimo novembre e che si protrarrà per tutto il 2016 sarà un anno Santo, l'anno del Giubileo straordinario del Misericordiae Vultus. Un anno dedicato alla scoperta del Volto della Misericordia di Dio, Padre e Madre degli uomini: il Volto di Gesù Cristo che rimette i peccati. Sarà bene fare chiarezza però che quello che si apre a novembre non sarà un mercato del perdono, ai Cristiani non saranno concesse licenze a "peccare fortemente". Perché si riceva il Perdono varrà comunque durante il Giubileo della Misericordia, l'invito a fare penitenza, il proponimento sincero a non peccare più, il risarcimento del male ingiustamente arrecato al Prossimo nostro...

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