Clonazione, qual è il limite alla ricerca? Giustiniani versus Battaglia...

by Administrator 11. febbraio 2018 08:41

Clonazione, qual è il limite alla ricerca? 

Tema impegnativo e ricco d’interesse. A sfidarsi saranno Luisella Battaglia e Pasquale Giustiniani.

Il dibattito si terrà presso la Fondazione Einaudi, piazzale delle Medaglie d’Oro,  44 – Roma

venerdì 16 febbraio 2018, ore 18

modera Giuseppe Di Leo di radio radicale

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Possibile conciliare le istanze della civiltà ultramoderna col Vangelo della vita?

by Administrator 31. dicembre 2015 11:57

...i peculiari riferimenti terminologici a “tutti i modelli familiari” (che suppongono in Europa la coesistenza di più di un modello) e “alle preferenze individuali” (che ribadiscono il principio dell’autodeterminazione dei singoli individui, anche nei loro desideri e preferenze ed orientamenti circa la vita di coppia e la generatività) mi sembrano indicare già dei precisi indirizzi, non soltanto giuridici, ma ideali, che caratterizzano ormai la “visione del mondo” dell’Unione Europea, con la quale - è stato ricordato anche nella stagione di papa Francesco -, la santa Sede continua a intrattenere rapporti diplomatici , a riprova che, per il mondo cristiano-cattolico, la via maestra rimane quella del dialogo istituzionale, al di là degli eventuali dissensi o differenze sul piano del cosiddetto lessico familiare, col quale hanno a che fare, in bioetica antropica, le questioni d’inizio vita.

...circa la nozione di vita familiare che, tradizionalmente, garantiva le nuove nascite, ottenute su base eterosessuale, secondo i cattolici, esibirebbe un significato univoco (pur nelle differenti manifestazioni attuative sul piano sociologico), mentre, in contesto europeo, proprio nella direzione della salvaguardia dei diritti alla vita lavorativa di modelli familiari non necessariamente eterosessuali, si vanno invece modificando sia i modi di pensare che di operare. 

...E così, mentre l’anno europeo in corso mira alla "conciliazione" – indirettamente ravvisando, se non proprio l'esistenza di un conflitto, almeno dei ritardi – tra lavoro e diversi modelli di famiglia, la teorizzazione morale e teologica allude piuttosto a un ambiente affettivo, fatto di relazioni calde ed emotive - il clima "caldo" dei rapporti d'amore tra una donna e un uomo -, che viene ritenuto la condizione essenziale per la progettazione e la gestione delle questioni bioetiche che oggi c’interessano, quali sono appunto la procreazione di nuove vite umane, la tutela della vita umana nascente

...Da un lato, infatti, la Corte europea dei diritti dell'uomo prende sempre più atto “dei cambiamenti sociali che hanno fatto sì che non esista più un'unica concezione di famiglia” , e di conseguenza va compiendo - a partire da una sentenza del 2010 (caso Schalck e Kopf c. Austria) -, una vera e propria rivoluzione nelle modalità che favoriscano la conciliazione tra lavoro e famiglia, nel senso che – in un contenzioso relativo a una discriminazione di lavoro - “afferma a chiare lettere che la relazione affettiva di una coppia composta da individui dello stesso sesso rientra nella nozione di vita familiare” , ovvero finisce per considerare “che la tutela della vita familiare si estende anche alle coppie omosessuali”. Dall’altro lato, invece, gli orientamenti etici e bioetici circa il consorzio familiare – come lo denominava san Giovanni Paolo II nella sua esortazione apostolica del 22.11.1981 – continuano a parlare di un compito fondamentale della famiglia eterosessuale (fondata sul matrimonio e qualificata dall’amore coniugale), che “è il servizio alla vita, il realizzare lungo la storia la benedizione originaria del Creatore, trasmettendo nella generazione l'immagine divina da uomo a uomo”. In sostanza, “ Il fecondo amore coniugale si esprime in un servizio alla vita dalle forme molteplici, delle quali la generazione e l'educazione sono quelle più immediate, proprie ed insostituibili”.  

...si fa sempre più acuto il divario speculativo – prima che giuridico e pratico - tra una concezione che intenda riconoscere il primato alla coscienza morale individuale e storica, senza poggiarla su dei valori proposti come indipendenti dalle soggettività che si determinano e scelgono, e un'altra - quella cristiano-cattolica - che, invece, lamenta le tante esasperazioni etiche e giuridiche derivanti dall’enfasi sulla storicità e sulla soggettività umana, paventando una soggettività, illuministicamente, sempre più chiusa su se stessa e sui propri desideri, quindi non più in grado di riconoscere la propria fallibilità e, in particolare incapace, in campo etico, di andare al di là del criterio del riconoscimento non ontologico del valore morale, configurandolo come se fosse un mero prodotto della intersoggettività e della storicità dei gruppi umani che, di volta in volta, maturano degli orientamenti morali condivisi e si danno, di conseguenza, delle regole per la conciliazione e la pacificazione.

(lezione di Giustiniani)

 
 
 

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