Annuncio e profezia, la svolta kerygmatica di Antonio Ruccia

by Administrator 26. aprile 2017 00:15
 

Seminario di studio in occasione della pubblicazione del libro: ANNUNCIO E PROFEZIA, LA SVOLTA KERYGMATICA PER UNA PARROCCHIA D’EVANGELIZZAZIONE

(Edizioni San Paolo, Cinisello Balsamo 2017) di Antonio Ruccia

PONTIFICIA FACOLTÀ TEOLOGICA DELL’ITALIA MERIDIONALE, 

Giovedì 4 maggio Ore 11.15

Viale Colli Aminei 2 - Napoli

programma

 

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appuntamenti | Libri

Biosfera, acqua, bellezza, questioni di bioetica ambientale

by Administrator 21. gennaio 2017 20:01

 IL TESTO E' DISPONIBILE QUI  

 

Quale è il senso della bellezza oggi? Quale è il valore della bellezza per la società contemporanea e che valore la società contemporanea, oggi, dà alla bellezza? Non è semplice parlarne dal punto di vista storico-sociale, e per di più in un orizzonte biopolitico; la nozione di bellezza è alquanto complessa sul piano storico speculativo, ma forse, proprio perché complessa, è la più adatta ad essere correlata con la complessità delle società globalizzate. Da un punto di vista delle scienze sociali, non abbiamo una nozione formalizzata di bellezza; essa ci rimanda più generalmente a quella di cultura o meglio ancora di culture. Superando l’antagonismo cultura-società è possibile infatti, secondo l’approccio di Peter Berger, definire la cultura come la totalità dei prodotti dell’uomo, sia materiali che immateriali, così che la società non è altro che parte di questi prodotti. C’è una certa armonia tra cultura e società, per cui ogni istituzione sociale svolge specifiche funzioni volte al benessere della collettività, che si costruisce su determinati valori che orientano i livelli sociali, politici ed economici di un qualsiasi sistema sociale il quale, a sua volta, può essere guardato come sub-sistema di un più ampio biosistema. La qualità della vita ci mette di fronte al dono delle bellezze naturali ed artistiche e di fronte alla necessità di ridimensionare  la dittatura economica che sovrintende l’accesso a beni e servizi, regolando addirittura le relazioni interpersonali ed il rapporto con il nostro stesso corpo. Alla bellezza del biosistema concorre certamente l'acqua. Nell'orizzonte della Bioetica ambientale, il tema dell’acqua va assumendo contorni sempre più problematici e, quindi, suscettibili di discussione e di approfondimento multidisciplinare, negli ambiti delle Scienze mediche, sociali, antropologiche, geologiche, giuridiche, dell’alimentazione e nutrizione, nonché in quelli dell’Etica filosofica e teologica. L’acqua è elemento centrale per il presente della biosfera e per il futuro sviluppo economico e sociale dei gruppi viventi; per l’acqua si combatte e si muore, mentre già due miliardi di persone soffrono ormai di assoluta scarsità d’acqua e ben 2,5 miliardi vivono ancora in case privi di servizi igienici di base e senza fognature. La giornata mondiale dell’acqua del 2014 ha, non a caso, scelto il rapporto tra acqua ed energia, in quanto serve acqua per produrre energia ed energia per captare e distribuire acqua. Non mancano risposte innovative come quella segnalata dalla banca mondiale che ha varato il programma “energia assetata” (utilizzazione di acqua riciclata nelle torri di raffreddamento in un impianto industriale). Intanto gli Emirati Arabi Uniti stanno costruendo un grande impianto di desalinizzazione di acqua marina, alimentato ad energia fotovoltaica. 

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Libri

Pasquale Torellini, poema di letteratura amena

by Administrator 17. dicembre 2016 15:59

foto di pasquale torellini, scrittore, parete (ce)Castigat ridendo mores, sorridere per correggere i costumi. Chi ride non è sempre uno stolto. Il tono di chi sa ammonire senza che nelle sue parole s'avverta il rimprovero è quello proprio di Pasquale Torellini (classe 1941), autore capace di impartire i suoi insegnamenti con l'ausilio di forme letterarie apparentemente leggere e divertenti. Negli anni Cinquanta  – gli anni a cui rimandano molte storie di Torellini – ridere era uno svago serissimo dei giovani: “passeggiare per le strade del paese, discutere con gli amici in piazza, andare in giro pei viottoli di campagna o giocare in piazza a spacca trottolina (strummolo) o al sottomuro” (Torellini, 191). Ridere, in quei tempi, nasce da un nonnulla, per esempio da una pratica a metà tra il religioso e la fede popolare: lavarsi il volto con acqua piena dei petali di rose a Pentecoste. Già nella Bibbia troviamo grande considerazione per il sorriso, preso a sé oppure unito alla gioia. il Salmo 126 dice: “Allora la nostra bocca si aprì al sorriso, la nostra lingua si sciolse in canti di gioia”. Da che cosa nasce la gioia? La sua fonte ultima è Dio, la Trinità. Ma noi siamo nel tempo e Dio è nell’eternità; come può scorrere la gioia tra questi due piani così distanti? Difatti, se interroghiamo meglio la Bibbia, scopriamo che la la gioia è nel tempo: è l’agire di Dio nella storia. Torellini è convinto che la cultura letteraria, come la bellezza, salverà il mondo. Questo libro, antico ma sempre nuovo con i racconti che via via si aggiungono nelle nuove edizioni, “costituisce in fondo l’album dei miei ricordi, in cui sono inclusi tutti gli amici che hanno vissuto con me le medesime mie emozioni” (ivi, 526). Un libro preserva la memoria dell’Autore, degli amici, del paese e della sua cultura rurale, che rischierebbe di essere spazzata via avviluppata nel digitale e nelle reti informatiche, se non vi fosse questo cantastorie che ri-avvicina le nuove generazioni “alla letteratura e alla filosofia” (ivi, 527).

 

Parete (CE), 17 dic. 2016


 

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Libri

Una Chiesa per i poveri? Di Palma e Giustiniani si aggiudicano il Premio Capri San Michele

by Administrator 5. settembre 2016 17:15

Presieduta dal prof. Lorenzo Ornaghi, la Giuria ha assegnato il XXXIII Premio Capri - San Michele a Gaetano Di Palma e Pasquale Giustiniani autori di "una Chiesa per i poveri? Profili biblici e storico-teologici di un'antica questione", tema particolarmente ricorrente nella predicazione e nel magistero di Papa Francesco. Ciò non è davvero una sorta di modalità ultracontemporanea per annunciare, in termini nuovi, il genuino senso della beatitudine, peraltro in linea con la scelta radicale di Francesco d’Assisi? Nell’ottica dell’esegesi biblica e della storia della teologia, Di Palma e Giustiniani si interrogano circa il senso originario e la ripresa storica medievale della beatitudine della povertà, proclamata in Mt 5,3 e in Lc 6,20. La spoliazione di Francesco d’Assisi, il cui intento era di osservare alla lettera il Vangelo, susciterà ben presto tra gli stessi Minori, ma anche tra i Domenicani e i Maestri secolari di Parigi, un acceso dibattito sulla possibilità di vivere non solo di elemosine, ma di possedere e amministrare denaro, per esempio all’interno della corporazione universitaria. Alcune pagine scelte del volume vincitore del prestigioso Premio, le cui originali caratteristiche dei testi in concorso si ricordano fondamentali aspetti del passato e guardano con responsabilità verso il futuro, analizzando e valutando dal punto di vista letterario, filosofico, storico o teologico il presente in alcuni dei suoi molteplici aspetti. Tra questi, oltre alla inquietante situazione dell’uomo, ci sono i suoi rapporti con la natura e la cultura, la religione, il diritto, la famiglia, i giovani. E' possibile acquisire il volume, anche clicca qui.

 

Tutte le opere vincitrici per ciascuna delle Sezioni in concorso: Attualità, Ambiente, Filosofia, Narrativa, Paesaggio, Politica


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attualità | Libri

Una Chiesa per i poveri? Profili biblici e storico-teologici di un antica questione

by Administrator 24. marzo 2016 00:10
 

  

È particolarmente ricorrente, nella predicazione e nel magistero di papa Francesco, il tema della Chiesa povera per i poveri. Ciò non è davvero una sorta di modalità ultracontemporanea per annunciare, in termini nuovi, il genuino senso della beatitudine, peraltro in linea con la scelta radicale di Francesco d’Assisi? Nell’ottica dell’esegesi biblica e della storia della teologia, gli autori di questo volume si interrogano circa il senso originario e la ripresa storica medievale della beatitudine della povertà, proclamata in Mt 5,3 e in Lc 6,20. La spoliazione di Francesco d’Assisi, il cui intento era di osservare alla lettera il Vangelo, susciterà ben presto tra gli stessi Minori, ma anche tra i Domenicani e i Maestri secolari di Parigi, un acceso dibattito sulla possibilità di vivere non solo di elemosine, ma di possedere e amministrare denaro, per esempio all’interno della corporazione universitaria.


Data di pubblicazione: marzo 2016

Editore: Aracne

Pagine scelte                                                                                                                     

disponibile in versione digitale e cartacea            

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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