Chiesa e Shoah. Prima e dopo il Vaticano II

by Administrator 30. gennaio 2018 09:38

Volgendo lo sguardo sul secolo appena tramontato, i cattolici d’oggi, finalmente, non possono che dichiararsi profondamente addolorati per la violenza che ha colpito gruppi interi di popoli e di nazioni, a volte nel silenzio e nelle accertate e documentate omissioni delle istituzioni ecclesiastiche, dei centri culturali e del cosiddetto “mondo cattolico”. Come scrisse F. Mauriac nel 1951, nel firmare la Prefazione al volume di Léon Poliakov, Il nazismo e lo sterminio degli ebrei: “noi cattolici… se abbiamo salvato l’onore, senza dubbio ne andiamo debitori all’eroismo e alla carità di molti vescovi, preti e religiosi verso gli Ebrei braccati, ma… non abbiamo sentito il conforto di sentire il successore del Galileo, Simone Pietro, condannare con parola netta e chiara, e non con allusioni diplomatiche, la crocifissione di questi innumerevoli ‘fratelli del Signore’”. Un mondo, quello cattolico, tendenzialmente, se non connivente, come assopito o inerte di fronte alla tragedia e allo sterminio. Un mondo che fa il paio con il suo centro – la Santa Sede – che, nel giugno del 1940, suscitò in sir d’Arcy Osborne l’impressione di “vivere in un mondo imbalsamato. E l’isolamento, tipico dell’atmosfera rarefatta dei Sacri Palazzi, si accentuò certamente ancora con il proseguire della guerra”. Si dovrà, forse, porre un punto esclamativo, piuttosto che uno di domanda, a quest’affermazione di uno storico contemporaneo: “Le responsabilità vanno nettamente distinte: esse spettano ai nazisti, essenzialmente, e poi ai tedeschi. Ma una parte di responsabilità tocca anche la Chiesa. Non solo il papa e non solo nel 1942, ma tutta la Chiesa, nella ‘lunga durata’ e in momenti precisi, in tutte le occasioni in cui le Chiesa e i cristiani non hanno reagito o hanno tardato a reagire. (giornata della memoria 2018, relazione di Giustiniani)...continua

 

 

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attualità | convegni

Una Chiesa per i poveri? Di Palma e Giustiniani si aggiudicano il Premio Capri San Michele

by Administrator 5. settembre 2016 17:15

Presieduta dal prof. Lorenzo Ornaghi, la Giuria ha assegnato il XXXIII Premio Capri - San Michele a Gaetano Di Palma e Pasquale Giustiniani autori di "una Chiesa per i poveri? Profili biblici e storico-teologici di un'antica questione", tema particolarmente ricorrente nella predicazione e nel magistero di Papa Francesco. Ciò non è davvero una sorta di modalità ultracontemporanea per annunciare, in termini nuovi, il genuino senso della beatitudine, peraltro in linea con la scelta radicale di Francesco d’Assisi? Nell’ottica dell’esegesi biblica e della storia della teologia, Di Palma e Giustiniani si interrogano circa il senso originario e la ripresa storica medievale della beatitudine della povertà, proclamata in Mt 5,3 e in Lc 6,20. La spoliazione di Francesco d’Assisi, il cui intento era di osservare alla lettera il Vangelo, susciterà ben presto tra gli stessi Minori, ma anche tra i Domenicani e i Maestri secolari di Parigi, un acceso dibattito sulla possibilità di vivere non solo di elemosine, ma di possedere e amministrare denaro, per esempio all’interno della corporazione universitaria. Alcune pagine scelte del volume vincitore del prestigioso Premio, le cui originali caratteristiche dei testi in concorso si ricordano fondamentali aspetti del passato e guardano con responsabilità verso il futuro, analizzando e valutando dal punto di vista letterario, filosofico, storico o teologico il presente in alcuni dei suoi molteplici aspetti. Tra questi, oltre alla inquietante situazione dell’uomo, ci sono i suoi rapporti con la natura e la cultura, la religione, il diritto, la famiglia, i giovani. E' possibile acquisire il volume, anche clicca qui.

 

Tutte le opere vincitrici per ciascuna delle Sezioni in concorso: Attualità, Ambiente, Filosofia, Narrativa, Paesaggio, Politica


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attualità | Libri

La famiglia: verità di carta o verità di vita?

by Administrator 27. febbraio 2016 12:04
  Catanzaro. La festa Padronale ed il cammino giubilare sono state l'occasione per un affollato incontro sulla famiglia promosso dalla Parrocchia del Beato Domenico Lentini. Gli spunti del dibattito, hanno preso le mosse dalla presentazione del libro del giovane sacerdote Giuseppe Comi, la famiglia: verità di carta o verità di vita? (TAU editrice), centrato sulla difesa della famiglia naturale secondo la Dottrina di Benedetto XVI. Per una singolare coincidenza con l'approvazione al Senato del DDL Cirinnà sulle unioni civili, l'attualità si è incaricata di fare del libro di Don Comi, il temine di confronto ed approfondimento sulla famiglia italiana. L'intervento di Giustiniani ha voluto porre l'accento sul significato di alcune proposte che emergono dal libro di Comi come la "famiglia naturale" ed anche il concetto di "verità inscritta nelle fibre dell'essere umano". Qui, una sintesi più esauriente dello studio a commento del libro.

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attualità | convegni

Comunicazione e Misericordia per promuovere la cultura dell’incontro

by Administrator 14. febbraio 2016 17:29
 

Comunicazione e Misericordia per promuovere la cultura dell’incontro, corso di formazione per giornalisti                               Con la Celebrazione del Giubileo Straordinario della Misericordia, il Santo Padre ha inteso centrare il tema della Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali sulle sinergie profonde tra comunicazione e misericordia (“un incontro fecondo”). La comunicazione è un momento costitutivo nella promozione della cultura dell’incontro: seguendo la prospettiva indicata dal Papa, nell’andare all’incontro dell’altro o dell’altra, “ogni uomo e donna di oggi devono essere animati nella propria comunicazione da una profonda dimensione di accoglienza, disponibilità, perdono”. La buona comunicazione, dunque, “può aprire uno spazio per il dialogo, per la comprensione reciproca e la riconciliazione”, permettendo che in tal modo “fioriscano incontri umani fecondi”. In un momento in cui la nostra attenzione è spesso rivolta alla natura polarizzata e giudicante di molti commenti sui social network, il tema vuole concentrarsi sul potere delle parole e dei gesti per superare le incomprensioni, per guarire le memorie, per costruire la pace e l’armonia. Il Messaggio del Santo Padre per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali viene tradizionalmente pubblicato in occasione della ricorrenza di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti (24 gennaio), mentre la Giornata viene celebrata la Domenica che precede la Pentecoste (nel 2016, l’8 maggio).

Spunti di riflessione:

  - La commistione tra la comunicazione introdotta dall’avvento di Papa Francesco e l’annuncio (e testimonianza) del Vangelo al tempo della rivoluzione mediatica contemporanea - Comunione ed evangelizzazione: la sfida del Web - Comunicare la Chiesa nell'era social

 

Relazione tenuta da Giustiniani sabato, 13 febbraio 2016 Salone della Curia Vescovile di Aversa

 

 

 

 

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attualità | convegni

Donne in politica, corso di formazione gratis con borse di studio alle meritevoli

by Administrator 16. gennaio 2016 13:16

Donne in politicacorso di aggiornamento formativo gratuito rivolto esclusivamente a 20 donne campane laureate e diplomate di età compresa tra i 18 ed i 40 anni, alle quali si aggiungeranno anche cinque uditrici. A fine corso, le meritevoli che si saranno classificate tra le prime quattro, si vedranno assegnata una borsa di studio del valore rispettivamente nell'ordine di: 1.200, 1000, 800 e 500 euro. L'obiettivo ambizioso del corso, è quello di facilitare la cittadinanza attiva al femminile nella prospettiva di un sempre più numeroso ingresso qualificato delle donne nelle Istituzioni Parlamentari ed Amministrative locali allo scopo di riequilibrarne la rappresentanza di genere...

- il corso

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attualità

Africani a Napoli, sia ieri che oggi nel nome di San Gennaro

by Administrator 19. settembre 2015 23:41

IL DENARO, 19/09/15 (di Pasquale Giustiniani)

Una nave sfasciata su cui imbarcare dei chierici e un vescovo dell’Africa del Nord, che fortunosamente riesce ad approdare a Napoli. Non è un racconto ultramoderno di migranti lasciati al largo delle coste da scafisti che speculano sulla fame e la paura degli “altri” pur di lucrare e comunque creando emergenze in tutta l’Europa, al punto che qualche Stato costruisce inutili muri per fermare gli “esrtanei”. Quello della nave sgangherata nel Mediterraneo è uno schema narrativo, che Vittore di Vita utilizza nella sua Historia per parlare di profughi africani in fuga dalla persecuzione di Genserico. Tra gli africani cattolici, perseguitati dai Vandali ariani, c’erano Quodvultdeus e Gaudioso, che nella nostra città svolgeranno un’intensa attività pastorale e culturale. 
Africani a Napoli, sia ieri che oggi. Fortunosamente approdati sulle nostre coste, nel V come nel XXI secolo. Oggi ancora vicini, nella vita  e nella morte, nel nome di San Gennaro, vescovo di Benevento e martire sotto Diocleziano e Massimiano, le cui reliquie furono traslate in città agli inizi del V secolo. Chi, sulla collina di Capodimonte, scende negli ipogei della catacomba inferiore, può ancora ammirare la cripta dei vescovi, ideata da Giovanni I, ma ridefinita da Giovanni il Mediocre. In stretto contatto con la sepoltura di Gennaro, accolto nelle catacombe partenopee in seconda sepoltura (un affresco lo raffigura tra i monti Somma e Vesuvio), si ammirano le immagini di altri personaggi di riguardo, con-sepolti con lui. Tra questi, il grave e ieratico vescovo africano Quodvultdeus, ospite di una città aperta, che non guarda il colore della pelle o la provenienza, ma lo stato di disagio, la persecuzione. 
Ieri come oggi. La festa del 19 settembre (una delle tre che la Chiesa di Napoli riserva al “suo” martire Gennaro) fu stabilita a partire dal 27 gennaio 1586 nel Kalendarium Romanum. I Vescovi campani, intorno al cardinale Sepe nell’imminenza della festa (nel corso della quale è atteso il prodigio del ravvivarsi del sangue), ribadiscono il dovere morale dell’accoglienza dei migranti. Come la città del V secolo, Napoli continua a svolgere un’azione generosa per soccorrere tanti fratelli in fuga, alla ricerca di dignità e di futuro. In misura sempre più numerosa e continua, i migranti bussano alle porte. Il sangue effervescente del martire Gennaro “grida vendetta” al cospetto di Dio anche per il tanto, troppo, sangue umano sepolto nel nostro mare, a motivo dell’indolenza, dell’indifferenza, a volte dal razzismo. Il previsto arrivo di altri tremila non è un segmento delle nuove invasioni barbariche, bensì l’appello a riscoprirsi membra dell’unica famiglia umana. Gennaro, vescovo e martire, illumina (ma anche rende famosa, visita ancora, percorre) la Chiesa che vive a Napoli, canta un’antica testimonianza.  Le famiglie e le parrocchie di Napoli e Campania potrebbero costituire un volano avanzato nel processo d’inclusione sociale e d’integrazione degli “altri”.

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attualità

Aisthema, la prima free press europea di ricerca filosofica in ambito cattolico

by Administrator 2. agosto 2015 12:27

COPERTINA VOL.2 AISTHEMA giornale internazionale

E' stato pubblicato e reso disponibile alla lettura libera, il Vol 2 (2015) di Aisthema, la prima rivista internazionale che promuove la ricerca filosofica anche per mezzo della diffusione di testi che pur consacrati a problemi classici o contemporanei sanno comunque guardare oltre i rigidi steccati accademici, alla commistione ed all’ incrocio di saperi, metodologie e linguaggi diversificati, in primis a quello teologico. Aisthema si indirizza a ricercatori, docenti, persone e soggetti interessati a problematiche di natura filosofica e teologica. Pubblica articoli inediti che rispondono a criteri di scientificità, originalità e profondità ed è diffusa, sotto forma di numeri raccolti in volumi, gratuitamente e senza restrizioni in accordo con i principi della Dichiarazione di Berlino: accesso aperto alla conoscenza, massima disseminazione e visibilità sul web per la ricerca scientifica, diffusione pubblica dei risultati delle ricerche. Di essa sono anche previsti numeri monografici; grazie alla collaborazione con l’International Network of the UNESCO Chair in Bioethics un fascicolo annuale sarà dedicato a tematiche afferenti alla Bioetica. Una rivista scientifica dunque che, pur nascendo nel contesto della Universitas, al di là di ogni autoreferenzialismo vuole confrontarsi in franchezza, indipendenza e libertà con nuove forme e con altri “luoghi” di elaborazione teorica, non necessariamente “canonici” ed istituzionali.

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attualità

Carenza di impianti smaltimento rifiuti, si recuperi dagli amministratori inadempienti la multa inflitta dalla Corte di Giustizia Europea

by Administrator 20. luglio 2015 23:46
Logo Corte di Giustizia EuropeaNapoli, cumuli di rifiuti per strada

Corte di giustizia dell’Unione europea, Lussemburgo, 16 luglio 2015

Sentenza nella causa C-653/13: a causa dell’inesatta applicazione della direttiva «rifiuti» in Campania, l’Italia è condannata a pagare una somma forfettaria di EUR 20 milioni ed una penalità di EUR 120 000 per ciascun giorno di ritardo 

Una multa annunciata. Si sarebbe dovuto conoscerne soltanto l’entità, dati gli ormai provati ritardi cronici da parte dello Stato, della Regione Campania, delle Amministrazioni provinciali della regione. Una multa paventata, come avevano all’ultimo momento provato a ricordare i movimenti animati nella Campania felix da don Maurizio Patriciello. Una multa comminata – si badi bene – non alla Regione - bensì allo Stato italiano (che, stando a quanto annuncia il Ministro per l’ambiente vorrebbe, indebitamente, “scaricarla” sulle Regioni inadempienti: si allude, infatti, all’introduzione di un'altra norma a gennaio di quest'anno, per cui le sanzioni che riguardano le regioni sarebbero pagate dalle regioni stesse). 

La multa segue una prima sentenza, inadempiuta, del 2007 (Commissione/Italia: C-135/05, EU:C:2007:250), nella quale la Corte europea di giustizia aveva dichiarato che il nostro Stato era venuto meno, in modo generale e persistente, agli obblighi relativi alla gestione dei rifiuti stabiliti dalle direttive relative ai rifiuti, ai rifiuti pericolosi e alle discariche di rifiuti. Insomma, prim’ancora che i vari livelli di governo regionale, provinciale e comunale, da chiamare ciascuno in causa per la sua competenza, è l’Italia nel suo complesso che risulta non aver ancora adottato tutte le misure necessarie. Certamente esse riguardano anche, ma non solo (si pensi alla provenienza dei rifiuti pericolosi), la Regione Campania.

Per quanto riguarda specificamente la nostra Campania, la multa è a ritenere uno degli esiti continentali, che fanno seguito allo stato di emergenza dichiarato in Campania l’11 febbraio 1994, poi revocato il 31 dicembre 2009, ma senza che evidentemente seguissero tutti gli adempimenti previsti (soprattutto per quanto concerne le discariche). In  ogni suo ragionamento, in risposta a cause introdotte da ricorrenti italiani, la Corte europea di giustizia non fa che ribadire che è sullo Stato ad incombere un obbligo positivo di adottare misure ragionevoli e appropriate a tutela dei diritti delle parti interessate al rispetto della vita privata e familiare e, più in generale, al godimento di un ambiente sano e protetto. Aveva già ritenuto l'incapacità prolungata delle autorità italiane nel garantire il buon funzionamento del servizio di raccolta, trattamento e smaltimento dei rifiuti e, quindi, la violazione del diritto al rispetto della vita privata e familiare.

La multa riguarda particolarmente le discariche, che comportano un degrado dell’ambiente, intrinseco alla presenza di rifiuti in una discarica, a prescindere dalla natura dei rifiuti stessi. Secondo l’Europa, ben 198 discariche (non soltanto campane!) non sono ancora conformi all’articolo 4 della direttiva 75/442 e che, di esse, due non sono conformi neppure agli articoli 8 e 9 di tale direttiva e quattordici non sono conformi neppure all’articolo 2, paragrafo 1, della direttiva 91/689.

Sul piano operativo, poiché le discariche sono soltanto uno dei fattori di quella che, nel 2008, il Presidente della repubblica definì “una tragedia”, occorre verificare se i provvedimenti emessi dal Consiglio Regionale sono stato il frutto di un procedimento decisionale che abbia tenuto in debita considerazione gli interessi degli individui, così da essere conformi alle prescrizioni europee convenzionali. Occorre, inoltre, sulla base delle competenze provinciali e comunali relative a raccolta, smaltimento, riuso e riqualificazione dei rifiuti, verificare la situazione attuale dei rifiuti in Campania, azionando recuperi non sugli organismi di governo genericamente intesi (che sono i contribuenti), ma sui singoli amministratori che si fossero dimostrati inadempienti.

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attualità

Misericordia, gioia e fraternità accendono la miccia della speranza per la rinascita di Napoli

by Administrator 1. maggio 2015 20:22

foto Papa Francesco a Scampia

Perché la speranza è socialmente pericolosa? Perché può coagulare le forze più diverse e più disuguali in un moto eruttivo, che mette fine a vecchi obiettivi e superati valori e rende tutto fluido, magmatico, incandescente. Altro che eruzione del Vesuvio. Fare largo a questo qualcosa, potrebbe anche essere la miccia che genera un nuovo progetto collettivo, soprattutto se, come fa a Napoli papa Francesco, si parte dall’inusuale, dal periferico, dalla feccia del mondo (Giustiniani per IL DENARO 21/03/15)

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Je suis Charlie, simboli e valori religiosi vs libertà di espressione?

by Administrator 1. maggio 2015 20:14

Charlie Hebdo

Scontro/confronto tra diritti Costituzionalmente riconosciuti come libertà di pensiero e di espressione e limiti relativi nell'ottica multiculturale e multiconfessionale. Resoconto e reportage 

del Convegno tenuto alla SUN (14/02/15)

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