AmbientaMente 2018, Isernia statement on individual rights and environmental rights

by Administrator 22. giugno 2018 09:25

I partecipanti al VII Meeting di Bioetica della biosfera di Isernia concordano quanto segue:

  1. La maniera privilegiata per affrontare, in ottica sistemica e integrale, la correlazione tra diritti individuali e diritti ambientali, è quella di pensare in modo multidisciplinare e transdisciplinare le questioni, le iniziative, i possibili livelli d’intervento prossimi e futuri.

  2. Lo stile di AmbientaMente, maturato progressivamente nei Meetings di Isernia, è una vera e propria metodologia bioetico-ambientale, in quanto riesce a correlare diritti individuali e diritti ambientali, con intenti informativi, di ricerca, di sollecitazione politico-sociale (anche mediante l’azione culturale sui Governi e sui Centri di studio e di progettazione).

  3. Si ritiene che debba prevalere la semantica etica, prima che giuridica delle espressioni relative ai “diritti”: i singoli individui e le entità sociali non politiche (come le imprese, le ONG…) nella propria azione si devono adeguare agli standard comportamentali propriamente politici, implicati dalle espressioni “diritti i dividuali” e “diritti ambientali”

  4. Occorre approfondire le correlazioni tra biosistemi e comunicazione. Nella società digitale e social, non si può non tener conto della socializzazione e comunicazione dei temi di Isernia nel mondo, anche non specialistico. L’accesso alle informazioni concernenti l’ambiente, in possesso delle pubbliche autorità, comprese le informazioni relative alle sostanze e alle attività pericolose nelle comunità, è molto rilevante per le politiche sanitarie, la fruizione consapevole dei beni comuni, per l’orientamento della produzione e dei consumi in maniera sostenibile.

  5. Si ribadisce quanto previsto dall’articolo 12, secondo comma, lettera b) del “Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali” (1966). Gli Stati-parte devono, perciò, prenderemisure idonee e condivise per “il miglioramento di tutti gli aspetti dell’igiene ambientale e industriale”. Ciò appare di grande rilievo sotto il profilo della pubblica salute e dell’igiene dei territori (viventi e persone), in quanto educa a pensare in maniera sistemica le politiche industriali e produttive.

  6. Si ribadisce quanto previsto dall’articolo 29 della Dichiarazione delle Nazioni Unite sui diritti dei popoli indigeni. È inequivocabile che i popoli indigeni e di natura hanno il diritto alla conservazione e protezione dell’ambiente e della capacità produttiva delle terre e risorse. A tal fine, gli Stati devono realizzare programmi di assistenza e, in caso di attività di stoccaggio pericolose sul loro territorio, richiedendo il libero, previo e informato consenso alle popolazioni locali.

     
     
     
     

Tags: , , , , ,

bioetica | convegni

il Creato geme le doglie del parto, AmbientaMente 2017

by Administrator 1. luglio 2017 12:53

Non sono solamente il mondo animale ed il mondo vegetale, a patire i mutamenti climatici è l'intero sistema terra. "Il Creato geme le doglie del parto", ce ne rendiamo conto di fronte ai terremoti; di fronte agli scarichi inquinanti; di fronte alle situazioni ambientali che in questi ultimi giorni stanno determinando condizioni di siccità in molte zone d'Italia. Tra qualche decennio, Dio non voglia, dovremo fare guerre per l'acqua perché buona parte dell'umanità sarà stata priva di acque. Il tentativo di questo 2017 per Ambientamente, sarà quello di allargare e far conoscere il senso di sofferenza che viene dai mutamenti climatici.

L'essere umano che tante volte scriteriatamente sottomette il Creato procurando alla Terra una vera sofferenza. I danni che abbiamo sotto gli occhi ce lo dimostrano. Questa stessa torrida estate ci sta restituendo la prova dei danni indotti dal cambiamento climatico. Anche il tema delle migrazioni con tutta evidenza, non è indotto esclusivamente da ragioni economiche. I popoli si spostano anche perché vengono a mancare le condizioni favorevoli alla vita.

 

 

Tags: , , , , , , , , , , ,

bioetica | convegni

Becchi, di che cosa si discute quando si parla di bioetica?

by Administrator 20. novembre 2016 22:22

Il prof. Paolo Becchi, docente di filosofia del diritto all'Università di Genova, volto noto alle cronache per i suoi recenti trascorsi tra le fila di movimenti di grande seguito popolare, affermato opinionista ed editorialista di testate a tiratura nazionale, sarà relatore al seminario di studi della Pontificia Facoltà Teologica dell'Italia Meridionale nell'ambito del corso di bioetica: di che cosa si parla in Italia quando si discute di bioetica? Venerdì, 25 novembre 2016 presso la sez. San Tommaso d'Aquino ore 11,15 aula II in viale Colli Aminei n° 2, Napoli.

Tags: , , , , , , , , ,

appuntamenti | bioetica

Volontario in ospedale, la bioetica come scienza della vita e della salute

by Administrator 15. novembre 2016 10:28

Volontario in ospedale, XX corso di formazione ed aggiornamento per volontari, cittadini e personale ospedaliero. ISERNIA 17, 23, 30 Novembre e 14 dicembre 2016Aiutarsi  per  aiutare con l'obiettivo di un costante impegno nella formazione perché la nostra presenza a fianco dell’ammalato sia sempre più testimonianza non del fare ma dell’essere operatori. Infermiere, medico, ausiliario, tecnico, amministrativo, volontario, il lavoro come missione umanitaria di quanti altruisti, si impegnano a dare il meglio di se; si aggiornano per restare al passo con i mutamenti in atto nella sanità; assumono le proprie responsabilità; sono onesti e collaborativi; sanno riconoscere gli errori per restare difensori nella vita anche fuori dall’ospedale. La bioetica come scienza della vita e della salute, la relazione che terrà Giustiniani alle 14:45 del 17 novembre presso la Sala Auditorium in Corso Risorgimento, n. 221 prima giornata del corso.

Tags: , , , , , , , , , , ,

appuntamenti | bioetica

AmbientaMente 2016, new technologies in the environmental era

by Administrator 19. giugno 2016 01:14

Il Meeting internazionale di bioetica della biosfera si terrà il 24 e 25 giugno presso la biblioteca comunale di Isernia. Questa del 2016 è la V edizione del meeting di bioetica della biosfera o se si vuole, di "bioetica ambientale", promossa dall'Istituto italiano di bioetica in collaborazione col Centro Universitario di ricerca bioetica. Mimesis, mette a disposizione la raccolta dei resoconti delle precedenti edizioni. Il tema di AmbientaMente 2016 sarà molto incentrato sulle tecnologie legate ai problemi ambientali e per la prima volta avrà modo di confrontarsi prendendo in esame anche l'intervento di un Papa. Mai era accaduto infatti che un Pontefice dedicasse la Sua attenzione all'ambiente in maniera così solenne: 246 paragrafi promulgati non a caso il 24 maggio 2015, giorno di Pentecoste cioé, il giorno dell'effusione dello Spirito Santo Creatore che rinnova la Creazione. Papa Francesco affronta il tema con toni quasi drammatici tracciando un parallelo tra "Pacem in terris" e "Laudato sì". Analogamente infatti all'appello di Giovanni XXIII lanciato a tutti gli uomini di buona volontà perché corressero ai ripari e scongiurassero l'imminente guerra nucleare, Francesco si rivolge al mondo intero perché prenda atto che la casa comune degli uomini e degli animali, la terra, si va deteriorando. Francesco quindi fa arrivare un'aria nuova anche alla bioetica. La panoramica sulla migliore ricerca scientifica in tema di ambiente in "Laudato sì", offre a Sua Santità l'occasione per formulare la Sua proposta di "ecologia integrale" che tiene conto di tutti gli elementi del pianeta terra: acqua, aria, energia, ma anche degli abitanti siano essi viventi vegetali ed animali, siano essi umani. Un passo importante per coinvolgere i potenti della terra tutti sulle questioni della conservazione dell'ambiente. Il Papa sottolinea inoltre come spesso molti uomini finiscano per subire lo stesso destino degli scarti della terra quando sono rovinati da scelte economiche e finanziarie scellerate dei governi. Il Papa riconosce che i problemi dell'ambiente non possono avere un'unica modalità risolutiva ad interpretarli, ma che le soluzioni sono molteplici a significare che non saranno solamente gli ambientalisti, i bioetici ed i politici a darci soluzioni efficaci, ma anche molti altri avranno modo di portare il loro contributo a trovare soluzioni ai problemi ambientali per aiutarci a conservare il Creato: poeti, artisti, culture popolari, vita spirituale. S'è vero che dobbiamo riparare quello che abbiamo distrutto, allora nessun ramo delle scienze, tanto meno alcuna saggezza popolare potrà essere trascurata e nemmeno quindi la saggezza religiosa che diventa una delle risorse per cominciare il cammino sul sentiero del cambiamento. La stessa Chiesa quindi potrà dire la sua intorno al tavolo di lavoro dove si confronteranno gli esperti...

Tags: , , , , , , , , , , , , ,

appuntamenti | bioetica | videocommenti

Aborti, più dei medici mancano gli psicologi negli ambulatori

by Administrator 24. aprile 2016 00:51

Dal principio che la donna è pienamente libera e non subordinata alle voglie del maschio, nel 1978 il legislatore fu ispirato a regolamentare l'interruzione volontaria di gravidanza (IVG), con la Legge n.194 nel cui articolato consapevolmente evitò di citare la parola aborto. Già al tempo infatti, l'opinione pubblica fu lacerata da accese discussioni che periodicamente si rinfocolano. L'ultima ci è data dalla pronuncia del Comitato Europeo dei Diritti Sociali presso il Consiglio d'Europa, sul reclamo collettivo proposto dalla CGIL nel 2013 secondo la quale, in Italia l'elevato numero di medici obiettori di coscienza violerebbe sia i diritti delle donne ad abortire, sia i diritti dei medici non obiettori. Quindi, ci troveremmo di fronte a due diritti violati: quello delle donne che non riescono a trovare medici disponibili e quello dei medici non obiettori costretti ad un superlavoro dalla disorganizzazione del servizio che la circostanza determina. Dobbiamo ricordare che quando una norma potrebbe ledere la libertà di coscienza, il legislatore si premura sempre di immettere una clausola di tutela come nel caso di specie dei medici che ritengono che l'aborto sia una vera e propria "distruzione di vita" già cominciata e non solamente per motivi religiosi, ma anche per motivi etici. Della questione a noi interessa qui cogliere i valori che si mettono in gioco: il rispetto della vita umana e della vita della donna portatrice nel caso di un'altra vita. L'aborto è comunque un intervento lesivo del "soggetto embrione" non più considerato un semplice ammasso di cellule od una sorta di appendice dell'utero come nel 1978. La Legge 194 non risolse la disputa tra i diritti della madre compiutamente persona e del feto, non ancora soggetto tanto è vero che a distanza di anni nel 2004, il problema si è riproposto nel momento in cui il legislatore si è trovato a disciplinare le tecniche di riproduzione medicalmente assistite. Si osserva come nel corso del tempo, il legislatore abbia modificato il suo approccio al tema considerando i diritti soggettivi del concepito meritevoli di altrettanta tutela ed introducendo il divieto alla distruzione degli embrioni e la cautela della crioconservazione per gli embrioni non utilizzati. Chiunque abbia modo di visitare i reparti riservati alla IVG, potrà verificare che i medici disponibili sono in numero esiguo, ma a mancare sono gli Psicologi a cui la Legge affida il compito di aiutare la donna a ponderare i motivi che la spingono ad abortire. In questo modo svolgendo un ruolo fondamentale di garanzia dei diritti "soggettivi dell'embrione". Quindi, la lamentela delle donne che la CGIL ha voluto rappresentare col ricorso al Consiglio d'Europa si cura solamente di alcuni aspetti, mentre avrebbe dovuto riguardare l'applicazione puntuale e rigorosa di tutti gli articoli della Legge 194/78.

Documenti:

- pronuncia del Comitato Europeo dei Diritti Sociali presso il Consiglio d'Europa

- comunicato stampa di soddisfazione della CGIL

Tags: , , , , , , , , , , , , , , , ,

bioetica | videocommenti

Obiettivi didattici da raggiungere con la comunicazione bioetica

by Administrator 6. febbraio 2016 16:15

Unesco chair in Bioethics,

membro del forum internazionale dei docenti di bioetica - ottobre 2015

Tags: , , , , , , , ,

bioetica | convegni

L'adolescenza, età del passaggio tra generazioni umane

by Administrator 31. dicembre 2015 13:58

       La stagione della vita, denominata adolescenza, è stata – negli ultimi decenni -  più volte oggetto d’interesse in biogiuridica e in bioetica. I profili su cui insiste la relazione sono i seguenti: 1.     La intergenerazionalità come trasmissione della vita ai futuri, tra discussione etica e decisioni d’inizio vita. 2.     La prospettiva educativa come dinamica intergenerazionale: verso una bioetica dell’adolescenza. 3.     La bioetica familiare in prospettiva sistemica... E' possibile discorrere di adolescenza da un punto di vista, per così dire, “ibrido” quale si propone di essere la bioetica? E' possibile imbastire una bioetica dell’adolescenza dal punto vista “sistemico”, all’interno dei cosiddetti problemi di “vita quotidiana”? ...esiste ormai da qualche decennio una “bioetica della vita quotidiana”, che s’interessa meno di ciò che fa trend o suscita l’intervento del mondo della comunicazione mass-mediale e digitale, e monitora piuttosto l’ovvio e il quotidiano dell’esistenza umana (che la bioetica ambientale pensa, ormai, entro un sistema più ampio, quello della biosfera). Si tratta, nel nostro specifico caso, di guardare all’ordinarietà di una stagione della vita – l’adolescenza – in un’ottica che abbiamo chiamato “sistemica”, la quale, come vedremo, ci convince che ogni stagione della vita, adolescenza compresa, è sempre meno circoscrivibile entro determinati limiti, per esempio di tipo biologico, anche se biologia e scienze quantitative aiutano almeno a descrivere fenomeni tipici sul piano della maturazione psico-fisica, per esempio attraverso il prisma del termine “pubertà”. Lo stesso fatto che il CNB, alla fine degli anni Ottanta , riteneva ancora oggettivo nella pubertà  (ovvero la maturazione dell’apparato riproduttivo) viene sempre più messo in crisi da teorie che scollegano l’accadere di eventi bio-somatici nell’apparato riproduttivo corporeo rispetto al processo bio-culturale dell’identificazione del proprio sé sessuato e del relativo esercizio, sempre più, del resto, scollegato a sua volta, dalla sua funzione riproduttiva e sempre più ripiegato sulla sola funzione, pur importante (come riconosciuto già nel 1968 dalla stessa enciclica Humanae vitae di papa Paolo VI), di tipo unitivo e di soddisfacimento o piacere sessuale. Affrontare, dunque, sotto il profilo bioetico-sistemico (ovvero non solamente medico, ma sempre, e insieme, bio-psico-sociale) una questione o un problema – nel nostro caso l’età del passaggio tra generazioni umane, dalle più antiche alle più nuove, in vista del futuro del contesto, delle società e delle persone, significa dover guardare a quella peculiare stagione della vita - che le scienze sociali e psicologiche denominano “adolescenza” – anche alla luce della bioetica, la quale a sua volta e la sistemazione integrata di più approcci (per definizione multidisciplinari) e anche di più prospettive etiche e valoriali circa le soluzioni maggiormente idonee per interpretare, sorreggere e indirizzare coloro che, nell’adolescenza, manifestano diritti, bisogni, desideri che domandano tutele sociali, giuridiche e normative. Il che significa non potersi limitare a un approccio soltanto medico-sanitario, ma altresì, psicologico, sociale ed educativo, nel quale l’occhio del bioeticista è quello che aiuta a fare sintesi tra i vari sub-sistemi in causa. Questo vuol dire convincersi definitivamente che vi sia un rapporto tra mente e corpo, tra psiche ed organismo, traendone tutte le conseguenze sul piano di un’antropologia medica e di una bioetica dell’adolescenza. (Frascati, convegno internazionale Maggio 2014. Relazione Giustiniani)

Tags: , , , , , , , , , , , ,

bioetica | convegni

I diritti e la cura: per una biopolitica liberale

by Administrator 31. dicembre 2015 13:07

Generata «come reazione alla disumanizzazione della medicina», (la biotetica)...sta, insomma, nella condizione di continua ricerca di bilanciamenti «tra le opportunità offerte dalla scienza e le esigenze di tutela di valori sociali» 

...insomma, «l’essere umano, la società, la scienza» (p. 17) sono fattori da raccordare e bilanciare, sia in relazione al momento di uscita dalla vita (dove si confrontano oggi ipotesi eutanasiche ed ipotesi di continuazione ad ogni costo delle forme flebili di vita), sia all’inizio della vita umana, laddove le tecnoscienze riescono ormai a «dare figli a chi naturalmente non riesce ad averne», oppure ad «eliminare embrioni o feti che darebbero luogo a vite deformi o disabili o portatori di malattie ereditarie» (p. 25). La condizione della bioetica è definibile, in questo senso, postmoderna.
 
Forse la vera e propria nuova era, aperta da quello che Jeremy Rifkin ha coloritamente denominato il “secolo biotech” , potrebbe segnare non soltanto la conclusione di un ciclo storico, ma anche dello stesso ciclo umano e delle sue concezioni teoriche dei diritti, della cura, della salute come benessere, del rapporto con gli altri viventi della biosfera.
 
...spesso, la bioetica diviene oggi biogiuridica, nel senso che dà luogo a decisioni normative e leggi, oppure diviene biopolitica, nel senso che pone la questione del governo del bios e, dunque, del potere, anche se la mediazione fondamentale «tra valori etici diversi deve compierla la società, non la legge» (Casavola, p. 23). 
 
...per pensare a dimensione bioetica i problemi posti dal bios alle scienze umane, si tratta di porsi in atteggiamento in cui «la ricerca di un equilibrio» si svolga «tra le opportunità offerte dalle scienza e le esigenze di tutela di valori sociali» (Casavola, p. 27). 
 
...la bioetica è opportunamente definibile una rivoluzione perché, come disciplina critica, anzi come nuovo sapere, essa si colloca in un contesto in cui diversi saperi sono ormai in grado d’intervenire «sull’universo del corpo dell’uomo» (p. 58), operando fin nelle sue fibre genetiche, e non soltanto per apportarvi terapie e cure, bensì per anche favorire «la nascita di un nuovo essere» (p. 60), teorizzato per esempio dal cosiddetto postumano.


(F.P.Casavola, Bioetica. Una rivoluzione postmoderna.Salerno Editrice, Roma 2013
 
 
 
 
 

Tags: , , , , ,

bioetica | recensioni

Possibile conciliare le istanze della civiltà ultramoderna col Vangelo della vita?

by Administrator 31. dicembre 2015 11:57

...i peculiari riferimenti terminologici a “tutti i modelli familiari” (che suppongono in Europa la coesistenza di più di un modello) e “alle preferenze individuali” (che ribadiscono il principio dell’autodeterminazione dei singoli individui, anche nei loro desideri e preferenze ed orientamenti circa la vita di coppia e la generatività) mi sembrano indicare già dei precisi indirizzi, non soltanto giuridici, ma ideali, che caratterizzano ormai la “visione del mondo” dell’Unione Europea, con la quale - è stato ricordato anche nella stagione di papa Francesco -, la santa Sede continua a intrattenere rapporti diplomatici , a riprova che, per il mondo cristiano-cattolico, la via maestra rimane quella del dialogo istituzionale, al di là degli eventuali dissensi o differenze sul piano del cosiddetto lessico familiare, col quale hanno a che fare, in bioetica antropica, le questioni d’inizio vita.

...circa la nozione di vita familiare che, tradizionalmente, garantiva le nuove nascite, ottenute su base eterosessuale, secondo i cattolici, esibirebbe un significato univoco (pur nelle differenti manifestazioni attuative sul piano sociologico), mentre, in contesto europeo, proprio nella direzione della salvaguardia dei diritti alla vita lavorativa di modelli familiari non necessariamente eterosessuali, si vanno invece modificando sia i modi di pensare che di operare. 

...E così, mentre l’anno europeo in corso mira alla "conciliazione" – indirettamente ravvisando, se non proprio l'esistenza di un conflitto, almeno dei ritardi – tra lavoro e diversi modelli di famiglia, la teorizzazione morale e teologica allude piuttosto a un ambiente affettivo, fatto di relazioni calde ed emotive - il clima "caldo" dei rapporti d'amore tra una donna e un uomo -, che viene ritenuto la condizione essenziale per la progettazione e la gestione delle questioni bioetiche che oggi c’interessano, quali sono appunto la procreazione di nuove vite umane, la tutela della vita umana nascente

...Da un lato, infatti, la Corte europea dei diritti dell'uomo prende sempre più atto “dei cambiamenti sociali che hanno fatto sì che non esista più un'unica concezione di famiglia” , e di conseguenza va compiendo - a partire da una sentenza del 2010 (caso Schalck e Kopf c. Austria) -, una vera e propria rivoluzione nelle modalità che favoriscano la conciliazione tra lavoro e famiglia, nel senso che – in un contenzioso relativo a una discriminazione di lavoro - “afferma a chiare lettere che la relazione affettiva di una coppia composta da individui dello stesso sesso rientra nella nozione di vita familiare” , ovvero finisce per considerare “che la tutela della vita familiare si estende anche alle coppie omosessuali”. Dall’altro lato, invece, gli orientamenti etici e bioetici circa il consorzio familiare – come lo denominava san Giovanni Paolo II nella sua esortazione apostolica del 22.11.1981 – continuano a parlare di un compito fondamentale della famiglia eterosessuale (fondata sul matrimonio e qualificata dall’amore coniugale), che “è il servizio alla vita, il realizzare lungo la storia la benedizione originaria del Creatore, trasmettendo nella generazione l'immagine divina da uomo a uomo”. In sostanza, “ Il fecondo amore coniugale si esprime in un servizio alla vita dalle forme molteplici, delle quali la generazione e l'educazione sono quelle più immediate, proprie ed insostituibili”.  

...si fa sempre più acuto il divario speculativo – prima che giuridico e pratico - tra una concezione che intenda riconoscere il primato alla coscienza morale individuale e storica, senza poggiarla su dei valori proposti come indipendenti dalle soggettività che si determinano e scelgono, e un'altra - quella cristiano-cattolica - che, invece, lamenta le tante esasperazioni etiche e giuridiche derivanti dall’enfasi sulla storicità e sulla soggettività umana, paventando una soggettività, illuministicamente, sempre più chiusa su se stessa e sui propri desideri, quindi non più in grado di riconoscere la propria fallibilità e, in particolare incapace, in campo etico, di andare al di là del criterio del riconoscimento non ontologico del valore morale, configurandolo come se fosse un mero prodotto della intersoggettività e della storicità dei gruppi umani che, di volta in volta, maturano degli orientamenti morali condivisi e si danno, di conseguenza, delle regole per la conciliazione e la pacificazione.

(lezione di Giustiniani)

 
 
 

Tags: , , , , , , , , , , , , , , ,

bioetica

Giustiniani old style